Esperienza di Libera - Milano PDF Stampa E-mail

Milano, Porta Venezia, 20 Marzo 2010, ore 9:00.

Giuro di non aver mai visto tante persone in una volta sola.

Scendevano dalle auto e dai pullman, uscivano dalle case, attraversavano le strade, camminavano da soli, in gruppo, padri con i figli, madri con le figlie, fidanzati, amici, fratelli. Tutti marciavano decisi verso il centro, ricongiungendosi in un unico fiume umano, impetuoso e inarrestabile. C’era chi stava in disparte e la sua determinazione la si poteva intuire solo dalla luce nei suoi occhi; c’era chi cantava, urlava, si agitava e mostrava tutta la rabbia e il desiderio di combattere.

Non ero mai stato a una manifestazione di quella portata. Quel sabato, a Milano, a protestare con Libera contro tutte le mafie e a ricordare le vittime di esseri vigliacchi e crudeli dicono ci fossero centocinquantamila persone. Non avevo mai visto così tanti striscioni, così tante bandiere in una volta sola: un turbinio di colori che ruggiva contro la vergogna del nostro paese. Persino il cielo sembrava essere dalla nostra parte: grigio, pesante di nuvoloni, con la pioggia che di tanto in tanto scendeva per ricordarci che soli non eravamo. I begli edifici scintillanti del centro ci guardavano attoniti, impauriti, con le vetrine dell’alta moda che perdevano tutto il loro fascino e la loro seduzione davanti a quella moltitudine di uomini – una volta tanto – uniti senza dubbi in nome di qualcosa.

E a proposito di nomi. Sarebbe impossibile descrivere a parole quello che provai in Piazza Duomo, quando furono letti i nomi delle vittime della mafia. Alcuni nomi tristemente famosi, molti nomi tristemente ignoti, una cantilena interminabile, una preghiera di morte, scandita lentamente. Io dimenticai persino la gente che premeva da tutte le parti, che mi spintonava per farsi posto, così tanta gente che non riusciva a starci tutta in quell’immensa piazza.

Immagini mi sono rimaste impresse nella mente come istantanee: le mie colleghe del Servizio Civile che gridavano e cantavano fiere contro il marcio della società; i sindaci di remoti paesi del Sud-Italia, armati di fascia tricolore e gonfalone, arrivati a Milano dopo ore di viaggio, seguiti dai loro cittadini che tenevano alto l’orgoglio; una vecchina spaesata, un po’ impaurita dalla folla ma desiderosa di esserci pure lei, di far sentire la sua voce.

Martino - Servizio Civile anno 2010

I ragazzi del Servizio civile a MilanoLa manifestazione di Libera a Milano

La manifestazione di Libera a MilanoLa manifestazione di Libera a Milano